Pubblicato da: Dr. Andrea La Torre | 12 luglio 2015

Al miglioramento dei sintomi corrisponderebbe riduzione dell’idrope valutato con la risonanza magnetica

Changes in endolymphatic hydrops in patients with Ménière’s disease treated conservatively for more than 1 year.

Suga K, Kato M, Yoshida T, Nishio N, Nakada T, Sugiura S, Otake H, Kato K, Teranishi M, Sone M, Naganawa S, Nakashima T.
Acta Otolaryngol. 2015 Jun 20:1-5. [Epub ahead of print]


Gli autori di questo lavoro hanno verificato se ai miglioramenti della sintomatologia corrisponde effettivamente una riduzione dell’idrope valutato mediante risonanza magnetica (attenzione che non si tratta dlela risonanza magnetica standard,serve una tecnica particolare). Di per sé è un ottimo spunto di ricerca. Il paziente migliora ma migliora davvero perché abbiamo ridotto l’idrope? Io questi studi li ho fatti anni fa ma usando l’elettrococleografia visto che ancora tecniche di risonanza tali da mostrare l’idrope non esistevano ed effettivamente ho potuto confermare che questo è quello che avveniva. Ma purtroppo o per fortuna nella pratica questo non può certo essere proposto a tutti e il rapporto costo benefico è a svantaggio.

Nell’abstract non è riportato con quel terapia sarebbero stati trattati i pazienti ma ai fini di questa discussione importa poco.

Comunque sebbene le conclusioni di questo lavoro siano da me certamente apprezzate visto che io sostengo che il miglioramento dei sintomi sia proprio dovuto all’idrope, devo segnalare che è sono conclusioni forzate su dati assolutamente statisticamente poco affidabili.

Hanno esaminato 20 orecchi di 12 pazienti (evidentemente 8 con sintomi bilaterali) e con un anno di terapia avrebbero trovato beneficio solo 3 orecchi su 20 (un po’ pochini…io per fortuna ho statistiche molto migliori 🙂 ). Non sappiamo quanti pazienti, nell’abstract si considerano per orecchio e non per paziente. Di questi tre rispetto all’esame precedente l’idrope si sarebbe ridotto in due… mentre in uno solo dei 17 orecchi che non hanno avuto alcun miglioramento dei sintomi…

Idea giusta ma lavoro sbagliato… che ci facciamo con tre pazienti …anzi tre orecchi… ? Che conclusioni possiamo trarre?

Io, col mio solito senso pratico ci tiro fuori una sola conclusione…  che 12 persone sono state sottoposte a terapia per un anno e praticamente quasi  tutti senza alcun risultato… salvo la scocciatura di essere pure sottoposti due volte ad un esame invasivo visto che quella tecnica di risonanza prevede una iniezione di mezzo di contrasto nell’orecchio.

Io se fossi gli autori giapponesi non sarei molto orgoglioso di un simile risultato.

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